I cristalli sono uno strumento energetico molto
potente e come tale hanno trovato applicazioni anche in magia. Questo
mio intervento vuole esaminare questo aspetto partendo dal punto
di vista del cristalloterapeuta. Chiedo quindi scusa in anticipo
se dirò delle cose errate o imprecise sulla magia. D'altronde,
rivolgendomi ad un pubblico che di magia se ne intende, mi piace
proprio l'idea di trovare uno scambio ognuno a partire dalla sua
esperienza specifica.
Cos'è la magia se non la capacità di ampliare e
focalizzare dell' energia in modo tale da influire su noi stessi
o sul mondo circostante. Il rito rappresenta lo strumento con
cui si ottiene questo risultato attraverso l'uso di strumenti
che consentano il realizzarsi di condizioni particolari e che
inducano la manifestazione di un certo fenomeno.
Possiamo quindi dire che la cristalloterapia è uno strumento
che mira a "rimuovere karma", così come la magia,
se usata su noi stessi. Quando invece cerchiamo di operare su
altri che magari non sanno nemmeno delle nostre intenzioni, rischiamo
invece di generare nuovo karma, in quanto l'intervento che si
compie ci rende responsabile di cambiamenti che se poi hanno ripercussioni
negative vanno a formare del karma da affrontare in una vita futura.
Questi due diversi atteggiamenti possono essere chiariti meglio
prendendo in considerazione un tipico caso in cui la magia viene
utilizzata, e cioè l'amore. E' evidente dalle mie premesse
che se sono innamorato di una ragazza e faccio un rito perché
questa ragazza si innamori di me, compio un intervento che tende
a modificare l'andamento naturale delle cose. Se il rito ha successo,
questa ragazza si avvicinerà a me, cosa che non avrebbe
fatto in assenza del rito. Per me questo rappresenta una forma
di violenza anche se molto sottile, che limita la libertà
di un altro essere. Ben diverso sarebbe invece usare la magia
per portare più amore nella mia vita. Questo rito infatti
tenderebbe a modificare prima di tutto me stesso e conseguentemente
le reazioni della gente attorno a me, ma solo relativamente al
fatto che adesso mi percepiscono in modo diverso. In questo caso
quindi la magia è pienamente in sintonia con l'uso dei
cristalli in cristalloterapia, mirando entrambi gli usi ad aiutare
a crescere come persona.
Al di là di queste considerazioni ti tipo "etico"
mi preme in questa sede affrontare alcuni aspetti relativi all'uso
dei cristalli in magia.
Un primo aspetto e forse il più semplice da capire è
sicuramente legato alla focalizzazione di energia che consente
l'uso di un cristallo. In particolare cristalli tipo i quarzi
laser consentono di focalizzare l'energia in una direzione ben
precisa, e si prestano molto bene a essere usati come "bacchette
magiche". Infatti, i laser devono essere usati con molta
attenzione e non bisogna mai puntarli contro una persona perché
possono provocare mal di testa o in generale conseguenze negative.
Si può intuire quindi come siano potenti le energie focalizzate
da questi quarzi particolari.
Quindi se noi dobbiamo focalizzare la nostra energia su qualcosa,
possiamo utilizzare un laser come una bacchetta magica. Un'applicazione
a me nota di questa tecnica e non legata alla magia, e il tracciare
i simboli del Reiki con una punta di quarzo in mano. I simboli
del Reiki vengono dati a chi frequenta il secondo livello Reiki
e servono a potenziare l'effetto del Reiki stesso. Normalmente
si tracciano con il palmo della mano che è la parte del
corpo utilizzata per trasmettere l'energia Reiki. Se però
si impugna una punta di quarzo e si tracciano i simboli con la
punta come se si scrivesse nell'aria, i simboli sono "potenziati"
e l'effetto è più forte che non tramite la tecnica
convenzionale.
Un secondo aspetto molto importante è la programmazione
di un cristallo a scopi magici. Molti cristalli possono infatti
essere programmati, è cioè possibile infondere nel
cristallo un certo scopo o un sentimento e fare si che il cristallo
funga da amplificatore del sentimento o dello scopo. Il modo per
potere fare questo è semplice dal punto di vista formale,
ma richiede grande capacità di padroneggiare la propria
mente. Bisogna entrare in uno stato meditativo, stabilire il contatto
con il cristallo e poi "trasferire" al cristallo lo
scopo o l'emozione che vogliamo programmare nel cristallo.
Molte persone che si occupano di cristalli e cristalloterapia
trattano subito questo argomento, ma io penso che sia uno degli
argomenti più avanzati. In un certo senso rappresenta il
vero punto di unione tra magia e uso dei cristalli e poiché
ho un enorme rispetto per la magia penso vada trattato solo quando
ci si sente veramente pronti e capaci di operare su noi stessi.
Infine esiste un altro aspetto che è quello della divinazione.
Per la divinazione si possono usare un'infinità di strumenti,
chiaramente mi riferisco qui a quegli strumenti che hanno una
relazione con le pietre. La prima è legata all'utilizzo
di un set di pietre che con il loro diverso significato possano
costituire uno strumento di divinazione. In questo caso, così
come nei tarocchi, ad ogni pietra corrisponderà un significato
e l'estrazione di un certo numero di pietre porterà ad
una determinata interpretazione. E' evidente che quanto più
il significato attribuito alla pietra si avvicina al tipo di energia
proprio della pietra, quanto più sarà facile la
divinazione per il veggente.
Uno strumento simile a quello appena descritto è dato
dalle carte dei cristalli di Naisha Ashian, che comprende 50 pietre,
10 per ogni elemento (terra, fuoco, acqua, aria, tempesta). Nei
miei corsi utilizzo questo set di carte a scopo didattico, ma
esse hanno anche uno scopo divinatorio in cui il significato delle
pietre è direttamente legato all'energia della pietra stessa.
Si può quindi leggere la situazione di una persona attraverso
l'estrazione di un certo numero di carte che, come per i tarocchi
potranno a seconda della disposizione scelta e della posizione
nella disposizione rappresentare aspetti diversi della lettura
(presente, passato oppure amore, salute etc.).
Un altro aspetto interessante è l'uso di una pietra particolare
per le rune celtiche. Infatti le rune possono essere incise su
creta, ma recentemente sono state realizzate da Kore, un' esperta
di rune, su quarzo (ametista) o su altre pietre. In questo caso
la lettura delle rune non dipende dal materiale con cui sono fatte,
ma il materiale stesso influisce a livello energetico con il veggente.
Infatti nel processo di centratura e vuoto interiore necessario
alla lettura, la pietra contribuisce portando la sua energia particolare.
Il veggente viene quindi aiutato dall'energia della pietra a raggiungere
lo stato ideale per la lettura.
E' quindi importante in questo caso che il veggente senta quale
pietra può maggiormente aiutarlo a sviluppare questa condizione
ottimale di "lettura". Abbiamo quindi di fronte in questo
caso l'interazione tra due tecniche diverse a due livelli diversi.
Da un lato la conoscenza e la capacità di leggere le rune,
dall'altro l'utilizzo di una pietra o cristallo per potenziare
le proprie capacità intuitive.
Questi sono solo alcuni pensieri che spero abbiano un riscontro
in chi occupandosi di magia ha già fatto esperienza con
l'uso di cristalli. Spero quindi di ricevere reazioni, commenti
e critiche che mi aiutino a continuare questo cammino.
Marco Serravalle